Trekking e montagna: tutto quello che c’è da sapere

Una delle più belle espressioni di vivere la montagna, viene data dal trekking, questa attività sempre più apprezzata, che concilia la natura ai momenti che ci prendiamo per conoscerla, attraverso lunghe passeggiate in paesaggi mozzafiato. In questo articolo parleremo dell’importanza di questa attività, di come praticarla in pieno divertimento, equipaggiati di tutto il necessario e, una volta pronti, vi proponiamo qualche itinerario trekking in Italia e all’estero.

Cos’è il trekking

Riuscire a dare una definizione di trekking, tutto in una parola, sarebbe come cercare di inserire il mare in una bottiglia di vetro. Chi fa trekking lo sa, che non è solo camminare, camminare a lungo, ma è molto di più. L’origine della parola la ritroviamo dall’inglese to trek, che letteralmente vuol dire fare un lungo viaggio, camminando piano. Chiunque se ne intenda un po’ di trekking, sa che questa definizione è riduttiva di tutto quello che rappresenta questa attività. Qualcuno la considera una vera e propria attività sportiva, per l’impegno che richiede, spesso anche per un certo allenamento. Ma il trekking non è adatto solo a chi è sportivo, perché viene praticato principalmente per venire a contatto con la natura e ritrovare se stessi.

Trekking in montagna benefici

La montagna per il trekking è la cornice ideale, quella che si preferisce per avere un paesaggio incontaminato intorno a sé, nelle lunghe passeggiate. In montagna si impara il rispetto, le regole che sono state dettate per non turbare l’equilibrio tra piante ed animali. La decisione di scegliere di dedicare del tempo a fare un’escursione, permette di staccare la spina con quella che è la vita di tutti i giorni, e decidere almeno per il tempo che si è fuori casa, di lasciare tutto indietro. Ci da più respiro e ci fa cogliere il senso delle cose, la meraviglia della natura, con i suoi paesaggi, i suoi fiori, piante, effetti del sole attraverso gli alberi. E il nostro cuore avrà i benefici maggiori, non solo perché si inebria di bellezza, ma perché ci guadagna in salute, migliorando attraverso le passeggiate e il respirare l’aria pulita, il sistema cardiocircolatorio.

Chi può praticare trekking

Il trekking non è per pochi, ma nemmeno per tutti. Non perché ci si debba sottoporre a ritmi devastanti per poter raggiungere mete impossibili. Ci vuole, quindi, un discreto allenamento, fiato, resistenza, anche per i percorsi più brevi, meno impegnativi. Si consiglia di scegliere un percorso al di sotto delle proprie capacità, proprio per dare il modo al nostro organismo di abituarsi all’impegno che l’itinerario richiede. Inoltre, diversamente da quanto si possa pensare, il trekking richiede uno sforzo di testa non indifferente. Per questo si consiglia sempre di procedere mai da soli e di segnalare sempre il percorso a qualcuno, anche a casa, per sapere dove venirci a rintracciare. Per chi, invece, dovesse avere problemi di salute, soprattutto legati a criticità cardiache, si consigliano itinerari più morbidi, per così dire, passeggiate più soft.

Il trekking è adatto ai bambini?

I bambini, per definizione, sono quelli che hanno bisogno di attenzioni, spesso quando sono più piccoli, hanno bisogno anche di un adeguato equipaggiamento per le loro necessità. Tuttavia, si può comunque pensare a dei percorsi mirati, più corti, magari che attraversano campi o fattorie dove sono presenti animali, che sicuramente attireranno la loro attenzione, e sempre con il consenso del proprietario. In questi percorsi si possono fare tappe per la merenda, magari seguendo brevi distanze tra rifugi vicini. Insomma, se proprio si vuole far provare ai bambini un baby trekking, le itinerari ci sono, ci vuole buona volontà e tanta pazienza, focalizzando l’attenzione sul fatto che potrete dare loro, ai vostri bimbi, una giornata in mezzo alla natura, che difficilmente riusciranno a dimenticare da grandi.

Trekking per principianti: errori da evitare

Indipendentemente dalla motivazione per cui si decide di intraprendere un’avventura, bisogna tenere bene a mente che il trekking non è una passeggiata e basta. Tanti si improvvisano e poi mettono in pericolo la loro vita, e quella di chi, li va a soccorrere. Ci sono regole da rispettare, ma soprattutto consigli da seguire. Di seguito vogliamo fornire 10 consigli per non incorrere in problemi grossi, facilmente evitabili.

 

Verifica il tuo stato di salute

Fare trekking richiede un buono stato di salute, si rafforza la muscolatura e la si movimenta, anche se lentamente, però di continuo per diversi tratti di percorso, si respira un’aria diversa da quella di città, alla quale siamo abituati. Anche se l’itinerario non è dei più difficili, non abusate dello stato in cui vi trovate; fatevi un piccolo controllo dal medico, e con l’occasione chiedete un suo parere sull’escursione che andate a fare, e vedrete che vi toglierete ogni dubbio e partirete al massimo della forma e dello spirito.

Scegli bene il percorso per te

Non sempre quell’itinerario che consideriamo meraviglioso, può andare bene per le nostre capacità. Dobbiamo valutare con sincerità, quelli che sono i nostri potenziali e quelli che sono, invece, i limiti. Se ci dovessimo sentire male l’effetto sarebbe di rovinare l’escursione a tutti, i quali sarebbero costretti a fermarsi, preoccupati per lo stato di salute. Di percorsi ce ne sono, e tante sono le possibilità di divertimento, per tutti.

Informati sul meteo

Le condizioni metereologiche, soprattutto in montagna, possono cambiare da un momento all’altro, ma questo non ci giustifica ad avventurarci in condizioni già critiche o di previsioni incerte. Da inesperti, le situazioni di pericolo sono le meno indicate da seguire. Lo stesso vale per luoghi dove sono previste temperature alte. Informarsi bene prima.

Non abbuffarti i giorni prima della partenza

Spesso si pensa che visto che vado a fare un’attività in cui è richiesto un dispendio di energie, il miglior modo per farne scorta, e non rimanere senza, è quello di mangiare tanto nei giorni prima. Niente di più sbagliato. Bisogna mantenere lo stomaco leggero. Non siamo orsi o scoiattoli, non accumuliamo il cibo per l’inverno.

Prepara lo zaino

Bisogna organizzarsi con la giusta attrezzatura, già da qualche giorno prima, così da avere la certezza di non dimenticare nulla. Ogni cosa necessaria, va sistemata con cura nello zaino, valutarne il peso, per capire se ce la facciamo a trasportarlo per diverso tempo. Se risultasse troppo pesante, dovremmo cercare delle alternative, e anche per quello ci vuole tempo. Non ridursi all’ultimo.

Usa scarpe adatte

Gli itinerari dei percorsi trekking, per definizione, si sviluppano su terreni non battuti, su rocce, terra, e spesso acqua. Le scarpe da utilizzare devono essere scelte e valutate con attenzione. La caviglia, in base al terreno, deve sapersi muovere, o essere protetta. Considera che la scarpa è la base della tua camminata e che fino alla fine dovrai tenerla ai piedi, che sia bagnata o meno, che sia sede di infiltrazioni di terra o sassolini, che ti abbia protetto dalle pietre appuntite e non ti abbia fatto scivolare.

 

Non andare solo

Anche i trekker più esperti difficilmente decidono di andare da soli, e anche quando ci vanno, non sono mai soli, perché portano con sé strumentazione adeguata per indicare la loro presenza in qualsiasi minuto. Sarebbe da sprovveduti, vista la condizione di principiante, azzardarsi da soli in mezzo alla natura. In due o più, c’è anche più divertimento nella scoperta dell’avventura.

Goditi l’itinerario e vai piano

Considerando, quindi, di andare in gruppo, o comunque non solo, devi valutare la compagnia che è con te. Capire se rallentare o chiedere di rallentare perché qualcuno è indietro. In fondo, il viaggio, il bello del viaggio, è proprio il tempo che rallenta, che non è più frenetico, che non importa a nessuno quanto vada veloce. Parola d’ordine è ascoltare. Si ascolta la natura e si ascoltano le persone che sono con te, a fare l’escursione. Niente di più bello.

 

Non contaminare l’ambiente

Portarsi dietro qualcosa da mangiare è più che mai consigliato, sia per fare spuntini, che riprendersi le forze dopo un bel consumo di energie. E’ importante, però che la natura non diventi il contenitore dei tuoi scarti, di merendine, barrette o frutta di qualsiasi genere. Non vale la regola, tanto poi è biodegradabile. Dove tu passi non hai trovato inciviltà, dove tu passi non ne lascerai.

Racconta e proponi escursioni insieme

Il viaggio è stato compiuto e sei sopravvissuto, oltre le tue aspettative. Ora che la natura ha fatto qualcosa per te, è ora che tu faccia qualcosa per la natura, e lo faccia davvero. Sicuramente non tutti i tuoi amici hanno avuto esperienze di trekking, e sarebbe una buona idea condividere con loro la tua esperienza. Dal tuo racconto vivido, la natura avrà nuovi amici, e si porterà maggiore rispetto in tutto il mondo.

 

Attrezzatura da trekking: cosa è indispensabile per praticarlo

Come scegliere l’attrezzatura da trekking

 

Per riuscire a capire di cosa realmente hai bisogno per la tua escursione, devi sapere quale sarà la tua avventura, di quanto tempo, dove, che terreno da percorrere ti aspetta, in che periodo andrai. Ovviamente tutte queste varianti incidono in quelle che saranno le tue decisioni, quindi ti suggeriamo di valutare prima le tipologie di escursioni da fare, secondo i punti indicati:

 

La durata

Per un’uscita di una mezza giornata o tutto il giorno, non avrai bisogno di particolare attrezzatura, anche perché si presuppone che in un tempo così breve, non ti allontanerai di molto dal punto di partenza. Un minimo di equipaggiamento da portare con te, va sempre considerato, per la tua sicurezza e per quella di chi viaggia con te.

Le distanze da percorrere

Un conto è una passeggiata di un paio di km, un altro conto è parlare di giorni di cammino. Ciò che sarà necessario calibrare è la stanchezza, le scarpe e le calze, le quali per le lunghe distanze, dovranno avere caratteristiche di estrema comodità e resistenza senza togliere niente alla traspirabilità per evitare il troppo calore, con creazione di vesciche o fastidi alla camminata.

Il clima

Il tipo di attrezzatura cambia se andiamo in inverno o in estate, è ovvio, ma anche all’interno di una singola stagione, va compreso il grado di mutabilità delle condizioni climatiche, come anche in base all’altezza, in montagna o in collina, o al mare. Le temperature possono essere molto diverse, con conseguente necessità di personalizzare l’equipaggiamento.

La difficoltà del percorso

Il percorso lineare, non prevede grandi investimenti di equipaggiamento, diversamente se sono previste salite o discese per le montagne o a ridosso di manti erbosi, bisognerà dotarsi di quanto possibile per non scivolare, o resistere ai passaggi tra i rami o in mezzo ai fiumi.

Una volta stabilite queste varianti, si può passare direttamente all’attrezzatura da portare. Per comodità di esposizione, si è diviso il contenuto dell’equipaggiamento in tre tipologie, abbigliamento, attrezzi e mangiare e bere. Di ogni tipologia verranno esposti nel dettaglio tutti quegli elementi considerati necessari per un buon trekker, responsabile e coscienzioso.

 

Abbigliamento da Trekking

 

Fascia multiuso

E’ la classica fascia per capelli, o meglio usata per lo più per quello, ma molto utile per moltissimi altri usi, come da passamontagna, in caso di vento o di presenza di insetti, per coprire il viso, oppure per fermare le goccioline di sudore, che scenderebbero sulla fronte verso gli occhi.

 

Cappello a tesa larga

Un cappello con la visiera potrebbe non bastare. Lo sa chi fa trekking, che va coperto anche il collo dal sole, e quindi è ideale il cappello a tesa larga, di tessuto leggero, che spesso ha una modalità di chiusura, per essere riposto nello zaino e trasportato. I cappelli invernali, invece, devono avere caratteristiche ben diverse, proteggere dal freddo, meglio se prevede dei ripari per le orecchie. Caldi e traspiranti, impermeabili e comodi, queste le caratteristiche per il cappello da trekking invernale.

Capo impermeabile

Esistono in commercio degli impermeabili, comprensivi di cappello, che si racchiudono in una pratica confezione, molto leggera e comoda da portare sempre, anche quando le condizioni climatiche non lo richiedano. Sono perfetti anche per ripararsi dal vento.

Pantaloni/short

Per le escursioni sono consigliati i pantaloni, per evitare non solo i graffi sulle gambe quando si viene a contatto con i rami in un bosco o in un sentiero, ma anche per evitare il diretto contatto con animali aggressivi che potrebbero mordere in un attimo. Se il clima è piuttosto caldo, si può optare per una soluzione pantaloni che con una zip diventano short.

Calze

Le calze più idonee per fare trekking, sono quelle che permettono al piede la giusta traspirazione, per evitare la formazione di vesciche, davvero fastidiose per il cammino. Diverse sono quelle invernali, in lana merinos, che permettono al piede di rimanere caldo e sono resistenti all’usura, e quelle estive devono essere leggere, che non scivolino sotto il piede e rinforzate sulla punta e sul tallone.

Maglietta traspirante

Una escursione porta sempre ad un affaticamento, quindi è comprensibile mettere in conto che il sudore farà parte di questa avventura con te. Scegliendo di indossare una maglietta sotto con tessuto traspirante, si permette alla pelle di non avere il sudore addosso tutto il tempo. Nel caso, e se possibile fermarsi, portate sempre una maglietta di ricambio.

Giaccone multitasche

Sopra la maglia va sempre indossato qualcosa che possa proteggere il torace da forti volate di vento, o correnti gelide. Meglio se questa giacca è dotata di tasche dove riporre piccoli attrezzi da tenere a portata di mano, senza appesantire lo zaino.

Intimo traspirante

Come per la maglietta, anche la scelta per l’intimo, permette un migliore benessere della pelle lontana dal sudore. In commercio se ne trovano tanti tipi, soprattutto pensati per gli sportivi, che con tanto sudore hanno raggiunto grandi obiettivi e risultati.

Occhiali da sole

Proteggono gli occhi dalla luce e possono evitare di farli lacrimare tutto il tempo della camminata, soprattutto se ci si imbatte in forti venti, e ci vediamo costretti a chiudere gli occhi.

Guanti

I guanti servono a proteggere le mani, principalmente dal freddo in inverno, ma possono essere utili anche per coprire le mani quando è necessario siano coperte per farci aggrappare da qualche parte, senza rovinarle o graffiarle. I guanti invernali, vanno scelti con cura per evitare che ci siano infiltrazioni di acqua, o che non permettano alla pelle di respirare, o ancora che possano trattenere il calore.

Giacca in pile

Sempre utile tenerne una a portata di mano, nello zaino, per potersi coprire, anche in estate, da un abbassamento delle temperature, dovute alle alture percorse. Il pile è leggero e mantiene molto caldi.

Attrezzature da Trekking

Zaino

Tanti modelli, ma solo voi potete capire quello che più vi calza. Non è tanto per il colore o per il modello, ma un consiglio che possiamo dare, è che lo dovete indossare, prima di acquistarlo. Deve essere comodo, semplice da aprire e con tante taschine interne ed esterne per ritrovare subito ciò che cercate, oltre che capiente quanto basta per la vostra attrezzatura. Meglio se di quelli che si possono ampliare, con un giro di chiusura lampo, così quanto portare lo decidete voi.

Thermos/borraccia

Per le bevande calde è più indicato il thermos, il quale può anche mantenere fresche le bevande, mentre la borraccia è indicata solo per le bevande fredde. Fai attenzione ai materiali in cui è composto e alla chiusura. Considera che la sua collocazione più efficace è in una tasca esterna a rete dello zaino, nella posizione dritta, non inclinata, per essere presa con facilità. Niente plastica come materiale, meglio l’acciaio, che risulta inodore e non si modifica con il calore. La capienza deve essere almeno di un litro, qualunque sia la vostra distanza da percorrere.

Bussola/carta topografica/cellulare/power banking

 

Con le tecnologie moderne, possiamo stare tranquilli che possiamo essere rintracciati, ma proprio nei punti estremi dove andiamo a fare la nostra escursione, solitamente, il telefono non prende mai. Per questo ci sono le carte topografiche, e le care e vecchie bussole, che ci porteranno fuori da dove ci siamo persi, e ci permetteranno di tornare a casa, con o senza segnale GPS.

Primo soccorso/medicine personali

 

Un piccolo rifornimento di base di primo soccorso, ritorna sempre utile. Tutti dicono sempre a me non succederà mai, ma a qualcuno succede sempre, anche di scivolare e graffiarsi una mano o una gamba. Un cerotto e del disinfettante possono sempre servire allora.

Lampada frontale/torcia

Anche se la gita prevista è di un solo giorno, è sempre bene portare una fonte luminosa. Potrebbe essere utile al cammino non visibile, ma altrettanto utile per illuminare un punto non illuminato. Ce ne sono di due tipi, la torcia, per chi preferisce una luce più forte, da indirizzare dove meglio si crede, e la lampada frontale, che tramite una comoda cinghia si applica fasciando la testa o sul caschetto. Entrambi molto efficaci.

Fiammiferi/accendino

 

Accendere un fuoco per cucinare, riscaldare o segnalare la propria presenza è quasi più importante del cellulare. I fiammiferi vanno conservati in un luogo asciutto e l’accendino va monitorato in caso di luoghi secchi, per evitare di appiccare incendi.

Protezione solare/antizanzare

Il sole, anche quello di montagna, soprattutto a certe altitudini, può far abbronzare più del sole al mare, e creare danni alla pelle, come bruciature. Oltre alla protezione solare, è bene pensare anche a quella verso le zanzare, per evitare di dover subire fastidiose punture, di qualsiasi tipo di insetto, e passare la durata dell’escursione a muovere le gambe freneticamente, per scacciarle.

 

Documento di identità/numeri utili

Al di là del portafoglio, portare nello zaino, una copia dei documenti di identità, risulta essere sempre una buona idea. Come pure, è utile avere un foglietto con i numeri utili da chiamare, sia per nostra utilità, come i soccorsi o le guide locali di riferimento, ma anche per chi ci dovesse soccorrere e fossimo in stato di incoscienza, i numeri delle persone di nostra conoscenza da avvisare.

Busta per rifiuti

 

Vietato lasciare tracce del nostro passaggio, sia di scarti alimentari, che di scarti di confezioni di alimenti che ci siamo portati dietro. Basta portare una busta di quelle biodegradabili, per inserire i rifiuti e richiuderla per il trasporto, fino al primo contenitore di rifiuti utile.

Mangiare e bere

 

Barrette energetiche

Si vendono in confezioni singole e possono avere gusti diversi. Sono dette energetiche perché hanno un apporto di energia, in base agli ingredienti, per rinforzare l’organismo in qualsiasi momento, anche mentre si cammina.

Frutta secca

Fonte di fibre, diversi tipi di frutta secca sono indicati per dare al trekker, una spinta per il suo percorso. Buona da mangiare, la frutta secca ha davvero un’ampia scelta, in base ai gusti.

Cioccolata

Permette al fisico di riprendere velocemente energia, sia che la cioccolata sia al latte, che bianca, che fondente. Quest’ultima, poi, non ha nemmeno un apporto di grassi, ed è la più indicata.

Pastiglie per potabilizzazione acqua

 

Quando si sa che si raggiungeranno posti lontani, e che comunque non si ha la certezza di possano trovare fonti di acqua pulita, è comodo portare con sé pastiglie o filtri, che permettono di purificare l’acqua, anche quella dei torrenti, che solitamente non si beve, perché non si è certi della sua pulizia.

Scarpe da trekking: come sceglierle

Si è scelto di omettere di inserire le scarpe all’interno dell’abbigliamento da trekking, perché meritano un approfondimento a sé, visto che sono la parte più importante che un bravo escursionista deve avere. Scarpe non adeguate possono pregiudicare l’intero percorso. Per questo, per avere un’ottima calzatura da trekking, è necessario far riferimento ai tre criteri, di seguito elencati.

Terreno

Prima ancora di pensare alla scarpa che si deve adattare all’interno, va valutato il suo impatto col terreno. La parte esterna può avere un rivestimento più o meno rigido, più o meno scanalato, per i terreni da affrontare, che sia terra o neve, l’impatto cambia.

Temperatura

Camminare su pietre roventi dal sole o pareti ghiacciate dal freddo, richiede tipi di versi di scarpa, sia per una sicurezza esterna, che per un rivestimento interno, di protezione dal freddo, e traspirazione per i periodi estivi.

Aderenza della scarpa al piede

La comodità non arriva ultima, ma è più semplice da definire, utilizzando interni traspiranti, che si adattano con materiali sempre più sofisticati, alle curve del piede, per una sostenibilità del corpo anche in condizioni non omogenee.

Nella definizione del terreno da affrontare,  la scarpa va ulteriormente classificata in modello alto, mid o basso, a seconda che la caviglia debba essere più libera dai movimenti o più protetta.

I criteri per la scelta, inoltre, possono essere legati al peso della scarpa, ai materiali con i quali è costruita, a quanto è resistente all’acqua e a quanto riesce a calzare bene.

A questo proposito, vi consigliamo, al momento dell’acquisto, di provarla qualche minuto, con la calza giusta, e accertarvi che il negozio che le vende possa accettare il reso, soprattutto per la scelta del numero sbagliato.

Di solito, si prende il numero della scarpa da trekking, facendo riferimento al nostro solito numero di scarpe. Si consiglia, invece, di avere un numero o mezzo numero in più, per permettere una comodità soprattutto nei momenti delle discese.

 

L’importanza della scelta del percorso adatto

Le raccomandazioni non sono mai troppe, nemmeno in caso di trekking. Come già più volte accennato, chi si avventura in percorsi di trekking, deve fare uno studio anticipato del territorio e di quello a cui va incontro, per essere preparato, con la mente e con le attrezzature adeguate, a non trovarsi in pericolo, né lui, né chi lo accompagna.

Se non siamo esperti, meglio lasciar stare i percorsi faticosi e di parecchi giorni, se siamo esperti, non cerchiamo di superare i nostri limiti, comportandoci da incoscienti. Una cosa utile che possono fare i più esperti, è proprio dimostrare ai più giovani cosa significa responsabilità.

Trasmettete il vostro sapere, sarà un investimento per il territorio e per la sicurezza di tutti. Le condizioni meteo, già ribadito anche questo, sono l’elemento dal quale non si sfugge, e con il quale bisogna farci per forza i conti. Tanto vale affrontarlo prima, in tutta serenità.

Trekking in Italia: i percorsi degni di nota

L’Italia, è un dato di fatto, è uno dei Paesi più apprezzati nel mondo per i suoi percorsi di trekking. In poco territorio, per così dire, si affrontano così tante diversità di paesaggio, da rimanere senza parole.

Solo per citarne alcuni, ci sono i percorsi della Via Fancigena, dal sapore fortemente religioso, che ripercorre vecchie vie di pellegrinaggio verso l’antica Roma, adatto a chi già è esperto e ben allenato; altro percorso è l’Antica Trasversale Sicula, la quale permette di percorrere un cammino lungo seicento chilometri, anche questo percorso per esperti; e ancora l’itinerario delle Pale di San Martino in Trentino Alto Adige, che riguarda un percorso di cinque ore di cammino ad un’altezza di oltre duemila metri, per osservare poi le meraviglie dei rilievi montuosi, decisamente per esperti.

Un percorso, invece, che si adatta in base alle capacità del trekker, è il Sentiero degli Dei, che permette di raggiungere incantevoli scorci sulla Costiera Amalfitana; si articola da Agerola a Nocelle, ed è una lunga camminata di quasi otto km, per cui sono stimate dalle tre alle quattro ore. Viene classificato come adatto a tutti. Inoltre, per chi ama la montagna, proponiamo il Cammino dei Briganti, percorso per i più esperti, perché richiede 7 giorni di cammino, da Tagliacozzo a Sante Marie, altalenando tra livelli dagli ottocento ai milletrecento metri di altezza.

Di seguito, ve ne proponiamo altri cinque, per farvi immergere in percorsi senza tempo.

 

La Riserva dello Zingaro

Ci troviamo in Sicilia, in un’area naturale protetta. Questo itinerario richiede impegno, si propone con la sua camminata di poco più di 7 km, da cui si può ammirare il mare, percorrendo anche richiami turistici come i vari musei di Punta della Capreria e della Manna. La località è San Vito Lo Capo, che offre questo percorso emozionante di trekking.

Il Corno Grande e il parco del Velino

Paesaggio dell’Abruzzo delle altezze, da togliere il respiro, non solo per le bellezze, ma anche per l’altezza di 2130 metri che si raggiunge. Si tratta di una camminata per esperti di otto ore, che parte dai Prati di Tivo, per arrivare al Rifugio di Campo Imperatore. Per l’altezza, si consiglia di praticare l’itinerario in estate, prima che la neve imbianchi il tutto.

Il Selvaggio Blu in Sardegna

Trekking con la traversata nel Golfo di Orosei, nella parte occidentale della Sardegna. In base al livello del gruppo si possono definire escursioni, più o meno impegnative. Il giro di cinque giorni, quindi, non deve spaventare, perché poi è abbastanza semplice da affrontare, sempre con le dovute cautele, si intende. L’offerta proposta va dai 2 ai 5 giorni, per quest’ultima opzione, c’è una passeggiata in quota da togliere il fiato.

La Marmolada sulle Dolomiti

Luogo incantato, che fa da sfondo a questo percorso sulla Marmolada, la regina delle Dolomiti, è decisamente indicato per gli esperti, che si trovano ad affrontare un dislivello di milletrecento metri. Le abilità richieste minime sono proprio quelle di alpinismo e attrezzatura relativa alla difficoltà. A fare da sondo il lago di Braies, ormai noto al pubblico per i successi televisivi di una nota fiction su Rai Uno. E chi non ha sognato guardando quei paesaggi.

 

Le Gole di San Martino

Tra i luoghi più suggestivi, questo itinerario si trova all’interno del Parco Nazionale della Maiella, in Abruzzo. Ci si immerge in un profondo canyon di quattordici km, vicino Fara San Martino, dove si trovano i resti di un antico monastero. Adatto a chiunque, anche alle famiglie, perché permette di fare soste in punti di ristoro. L’atmosfera è emozionante, e il modo migliore per viverlo è lasciarsi travolgere dalla quiete.

Trekking all’estero: i percorsi degni di nota

Oltre alla nostra bellissima Italia, nel mondo ci sono posti che offrono percorsi unici, con caratteristiche che nella nostra penisola, per il tipo di territorio non possiamo avere. Proviamo a scoprirne qualcuno con voi.

Restando sulle montagne, il primo itinerario che viene in mente è quello dell’Himalaya, la catena montuosa più alta del mondo, che offre escursioni di varia tipologia, in base al grado di preparazione.

Il deserto è un tipo di paesaggio che non ci caratterizza, ma ci affascina molto. In Namibia, nel deserto del Kalahari, ci sono le dune di sabbia rossa più alte del mondo. Già dalla descrizione, si capisce che non è un’escursione per principianti, e darebbe problemi anche ai più pratici.

Suggestivo è poi il territorio dell’Amazzonia, più verso il versante brasiliano, con le sue foreste equatoriali. Lì, oltre all’attenzione sulle norme di sicurezza per la presenza di animali e piante molto particolari, va posta attenzione anche alla sicurezza personale. Ma uscire con guide accreditate, non ci creerà alcun problema.

Dalle foreste passiamo ad altri paesaggi, quelli polari, con caratteristiche estreme, son meta solo di persone che vogliono investire un patrimonio per andare in Siberia o in Antartide.

Il più vicino Canada permetterà escursioni più sobrie in parchi nazionali meravigliosi.

Per ritornare verso la nostra terra, la Corsica, sicuramente è un’isola che offre itinerari per tutti, che si possono organizzare a tutti i livelli, a pochi km da casa.

 

Il Cammino di Santiago di Compostela

Noto sin dai tempi del Medioevo, questo lunghissimo tratto veniva percorso dai pellegrini, attraversando Francia e Spagna, per arrivare al santuario di Santiago di Compostela, appunto. Il percorso è lungo ottocento km e dura un mese. Non è per tutti, soprattutto non per chi non può permettersi di allontanarsi un mese da casa, sostenendo i costi che ci vogliono. Si può, tuttavia, partecipare a dei tratti del cammino, nella suggestione del pellegrinaggio, e di alcuni dei posti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

 

Il GR 20

Circuito Grande Randonnée, circuito che attraversa la Corsica, definito uno dei più belli al mondo, anche il più difficile, perché preferito dai più esperti di trekking. Si affrontano, infatti, percorsi ripidi, con terreni rocciosi e dislivelli intrepidi. Si affaccia in scorci dalle pendenze mozzafiato sul mare, uno spettacolo che ripaga ogni fatica.

La Kerry Way in Irlanda

Irlanda, famosissima per i suoi verdi paesaggi, si propone in questo elenco per offrire un itinerario adatto a chi sia esperto, munito di abbigliamento e attrezzatura necessaria. Il percorso è di duecentoquindici km, per una durata di sette o otto giorni, dove si possono incontrare agriturismi a conduzione familiare locale, davvero deliziosi. Si passa dal monte Seefin alla spiaggia di Rosbeigh, per i boschi di querce tra cui intravedere gli ultimi cervi rossi.

 

Il Pacific Crest Trail negli USA

E’ un trekking lungo e impegnativo, di oltre quattro mila chilometri, che attraversa Stati, foreste, parchi nazionali. Insieme all’Appalachian Trail e al Continental Divide Trail, costituisce quanto di più ambizioso possa desiderare un vero trekker. Percorrerli tutti e tre ci vorrebbero dai quattro ai sei mesi di tempo, però.

Annapurna Circuit in Nepal

Itinerario possibile a chi è alle prime armi, ma comunque molto avvincente, perché il percorso è di quasi duecento km in sedici giorni di cammino. Si svolge sia a piedi che con l’ausilio di animali da soma, come l’asino o il cavallo, che in alcuni tratti accompagnano l’escursionista. Il percorso attraversa verdi valli fino a cime famose dell’Himalaya, per finire alla foresta tropicale. Davvero un percorso emozionante.

Trekking in montagna: sostenibilità ed ecologia

Il trekking di montagna, più che quello urbano o residenziale presenta le caratteristiche uniche per sottrarsi al caos cittadino e vivere momenti pieni di purezza per il nostro spirito. La natura, ci avvolge, quando le permettiamo di farsi sentire, e non ci lascia più, nemmeno quando torniamo alla nostra vita.

Chi fa queste esperienze di trekking si scopre a ritornare bambino, e molto spesso si ritrova a scoprire attività naturali, affatto caotiche, rivolte alla bellezza, come la fotografia, che richiede osservazione, o il birdwatching, che richiede una buona vista, o lo yoga, che punta sull’ascolto del nostro essere. Sono i nostri sensi che parlano attraverso di noi, con la voce della natura, quella del cuore.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi